In breve: La visibilità del brand nelle risposte dell’IA descrive se e come un brand, il suo sito web o la sua offerta compaiono nelle risposte dei motori di ricerca generativi e degli assistenti per un insieme predefinito di query.
Come utilizzo in pratica la visibilità del brand nelle risposte dell’IA
In pratica, non utilizzo il termine visibilità del brand nelle risposte dell’IA come un altro numero da inserire in una presentazione. Per prima cosa stabilisco quale decisione dovrebbe rendere più precisa, su quali dati o osservazioni si basa e chi cambierà qualcosa di conseguenza. Monitoro separatamente le menzioni, le citazioni, le raccomandazioni, la posizione nella risposta e l’origine della fonte; non le fondo in un unico punteggio opaco. Registro inoltre la situazione di partenza, la data della misurazione e i limiti di interpretazione. In questo modo è poi possibile distinguere un cambiamento reale da una variazione nello strumento, nel campione o nella formulazione della query.
A cosa prestare attenzione
Il rischio maggiore è una precisione che sembra soltanto reale. Il risultato varia in base al modello, al Paese, alla formulazione del prompt e al momento, quindi una singola query manuale non costituisce una misurazione rappresentativa. Per questo confronto il risultato nel tempo, su un campione stabile e insieme al contesto aziendale. Se il termine non porta a un’azione successiva specifica, il risultato non è un’analisi, ma soltanto una nuova etichetta.
Domande per prendere decisioni
- Per quali domande dei clienti dovrebbe essere visibile il brand?
- Stiamo misurando una menzione, una citazione, una raccomandazione o una combinazione di queste?
- Il campione di prompt e l’ambiente sono gli stessi tra un periodo e l’altro?
- Quale risultato cambierà i contenuti, la distribuzione o il prodotto?